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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Enna
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mwhqEnna (mwhgCastruggiuvanni in mwhwsiciliano) è un mwiacomune italiano di mwiq24 853 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1], capoluogo dell'mwjgomonimo libero consorzio comunale in mwjwSicilia.

mwkqCapoluogo di provincia più alto d'Italia, fu denominata mwkgCastrogiovanni (mwkwCastrojanni) fino al 1927, anno in cui riprese l'antico nome di Ennacite-ref-nome-4-0[4]. La città è stata definita mwmaUrbs Inexpugnabilis dai mwmqromani per la sua imprendibilità.

Nei tre millenni precedenti è stata roccaforte quasi inespugnabile di mwmwsiculi, mwnagreci, mwnqromani, mwngbizantini, mwnwarabi, mwoanormanni, mwoqsvevi e mwogaragonesi. È sede dell'mwowUniversità Kore.

Contents

Pergusa
Clima
Storia
Simboli
Cinema
Cucina
Turismo
Sport
Note

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Geografia fisica

Enna sorge nella parte più elevata di un'ampia dorsale montuosa, che svetta sulla mwpwvalle del Dittaino a 931 m d'altitudine. Tale dorsale, avente forma di mwqaV dolce o, secondo altre interpretazioni, di ferro di cavallocite-ref-5[5], si trova proprio nel mwrqcentro geografico della Sicilia indicato con precisione dall'obelisco della Chiesa di Montesalvo nel quartiere mwrgMonte, il cosiddetto antico mwrwumbilicus Siciliae.cite-ref-6[6]cite-ref-7[7]cite-ref-8[8]cite-ref-9[9] I rilievi che circondano Enna fanno parte della catena dei mwwamonti Erei, montagne mwwqcalcaree e mwwgarenacee poco sviluppate in altezza, che costituiscono la maggiore presenza mwwworografica del mwxalibero consorzio comunale di Enna. Il versante settentrionale del monte su cui Enna poggia è molto ripido con un maggiore dislivello rispetto agli altri ed è ammantato da un ampio mwxqbosco. Quello mwxgmeridionale, invece, è notevolmente urbanizzato, legando fra loro la città alta e quella bassa, che si sviluppa ai piedi dell'altopiano.

Il comune di Enna rientra tra i primi 30 mwyacomuni più estesi d'Italia: il suo territorio occupa infatti una superficie di mwyq357,14 km². La porzione centro-occidentale del libero consorzio comunale, costituita prevalentemente da rilievi aventi altitudine estremamente variabile, compresa tra la minima di 230 m mwygs.l.m. e la massima di 990 m, corrisponde alla cima del monte su cui sorge la città e dove originariamente aveva sede l'acropoli antica. Circa mwyw10 km a sud del centro storico si trova il mwzalago Pergusa, a 677 m mwzqs.l.m., caratterizzato da un bacino endoreico, importante luogo di sosta e svernamento per decine di specie di avifauna. Attorno alle rive del lago si snoda l'mwzgomonimo circuito automobilistico. I fiumi che scorrono nel territorio di Enna hanno principalmente carattere torrentizio, tranne il mwzwDittaino, affluente del mwaaSimeto, e l'mwaqImera meridionale o Salso. Enna è comunemente suddivisa in due "macro-aree": mwagEnna Alta ed mwawEnna Bassa, cui si aggiunge mwbaPergusa, che ne è una frazione. Tutte e tre le aree sono nettamente separate dal punto di vista geografico.

Enna Alta

Enna Alta sorge su un altipiano tra i 900 ed i 990 m d'altitudine, che svetta isolato al centro degli Erei, dominando la mwdqvalle del Dittaino a est e la valle del Salso a ovest. L'altipiano ennese ha forma di triangolo irregolare: i versanti settentrionale e occidentale sono i più ripidi e scoscesi, con strapiombi fino a 400 m sulle vallate sottostanti. A sud, invece, si apre il profondo solco vallivo del Pisciotto, storico asse di penetrazione al monte, e altre vallette che si dipartono da esso, lungo le quali si sono sviluppati nei secoli i quartieri popolari, come Valverde. Il centro storico si è da sempre sviluppato sulla parte più alta del monte, nel versante nordorientale; sono presenti pittoresche scalinate tra gli stretti vicoli di matrice araba che scendono, tortuose, dal centro ai rioni più bassi. L'altipiano ennese misura, approssimativamente, mwdg2 km lungo il fronte nord, mwdw1 km in quello ovest e mwea1,5 km in quello sud. La leggenda vuole che il sito fosse scelto oltre 3000 anni fa dai mweqSicani, che vi introdussero il culto di mwegCerere, perché ben protetto come sito militare e roccafortecite-ref-10[10]cite-ref-11[11]cite-ref-12[12]. La posizione strategica consentiva di avere una visuale molto ampia del territorio circostante. Di questa presenza rimane testimonianza nella rocca di mwhwCerere, un'emergenza rocciosa su cui sorgeva il santuario di mwiaDemetra (nome greco di Cerere)cite-ref-13[13]cite-ref-14[14].

Il monte ennese, benché isolato, offre 5 sorgenti d'acqua: una è stata inglobata nella Villa Farina, un'altra sgorga dalla viva roccia tra le scalette di via Canalicchio. Sgorga acqua dalla roccia anche nella parete meridionale del mwkgCastello di Lombardia. Quest'abbondanza di sorgenti aiutò Enna a resistere ai lunghi assedi tesi al tempo dei Romani e degli Arabi che nell'859, guidati da un traditore cristiano, riuscirono a penetrare nella città attraverso la rete fognaria.cite-ref-15[15] Enna alta, fino al primo dopoguerra, fu per lungo tempo l'unico insediamento urbano del capoluogo mwlwereo. La sua saturazione urbana ha portato nel Novecento alla nascita di Enna Bassa.

Nel settore orientale si trova il quartiere Lombardia che prende nome dall'imponente omonimo castello, non lontano dal Duomo di Enna, dai Musei Alessi, Archeologico di Palazzo Varisano, un po' più lontano dal museo "Fede e Tradizione" di recente costituzione nei locali della chiesa San Leonardo Abate, Il centro storico si snoda lungo Via Roma lungo la quale sorgono ampie piazze, tra cui il cosiddetto Belvedere comprendente piazza Francesco Crispi e il viale Guglielmo Marconi fino alla confluenza con via Alessandro Volta; numerose sono le chiese e monumenti. Lungo tale via sorgono le sedi delle principali istituzioni (libero consorzio comunale, comune, prefettura, genio civile), il teatro, banche e assicurazioni. A sud vi sono le aree urbane più basse rispetto al centro storico, Valverde, il quartiere più vecchio, con viuzze strette e tortuose, bagli e ponti, e Fundrisi altrettanto antico.

Il mwmwMonte è il quartiere più moderno ed è attraversato dai viali Armando Diaz e IV Novembre, che si incrociano con via Libertà (terminale della centrale via Roma) in uno dei più trafficati quadrivi della città. Vi si trovano, la mwnaTorre ottagonale di Federico II, la Chiesa Santa Maria di Gesù in Montesalvo con l'obelisco che indica il centro geografico della Sicilia, lo Stadio Comunale Generale Gaeta. In questa area, un tempo occupata da un bosco di mwnqroveri, dei quali rimane un unico esemplare in Via Cavalieri di Vittorio Veneto, su una motta naturale sorge la ottagonale mwngTorre di Federico II, importante monumento svevo.

Enna deve la nomea di mwoaBelvedere di Sicilia in quanto sorge in cima a un monte, in una terrazza naturale che sporge al centro dell'isola, senza catene montuose abbastanza vicine o alte da chiudere la vista. Nei giorni più limpidi, lo sguardo spazia ininterrotto, in linea d'aria, per circa mwoq30 km verso nord (si scorge mwogNicosia, alle falde dei Nebrodi), per altrettanti verso est (fino ad mwowAgira e alla zona industriale di Dittaino) e verso ovest (si intravede mwpaCaltanissetta), e per quasi mwpq15 km verso sud (si vede Pergusa ed il suo lago, e mwpgValguarnera Caropepe).

Punti panoramici principali:

• il mwqgBelvedere Marconi, che si apre a nord includendo per intero il paesaggio dall'Etna alle Madonie
• il viale Paolo e Caterina Savoca, che ne è la continuazione fino al mwraCastello di Lombardia
• il viale Nino Savarese, che cinge il castello e permette pertanto di passare dal panorama a nord a quello a sud
• la Torre delle Aquile del Castello, il punto panoramico più completo, che svetta da oltre 1000 m d'altezza a 360° sul panorama a nord, est, sud, e ad ovest domina tutta Enna (si vede chiaramente anche la mwrwTorre di Federico II) e, dietro di essa, lascia intravedere Caltanissetta
• la mwsqRocca di Cerere, ultimo sperone orientale dell'akropolis di Henna, da cui il panorama si apre a nord, est e sud, mentre a ovest si ha una veduta del Castello di Lombardia
• via Porta Palermo o Porta Reale, arco che si apre in via Roma nei pressi del Duomo
• il Corso Sicilia, che dà verso nord su Calascibetta
• la mwtqTorre di Federico II, dalla cui cima si domina Enna e le vallate sottostanti, nell'antica residenza estiva dell'imperatore Federico.

Enna Bassa

Enna Bassa si è sviluppata sulle colline a valle di Enna sul versante sud, ad un'altitudine variabile intorno ai mwug700 m s.l.m. partendo dal quadrivio Sant'Anna attorno al quale sorgeva un piccolissimo nucleo di case, attorno alla chiesetta di mwuwSant'Anna. Dagli anni sessanta in poi si sono sviluppati gradatamente quartieri residenziali, aree commerciali, uffici e attività varie. La nascita dell'mwvaUniversità ha avuto un ulteriore effetto propulsivo. Nel quadrivio originario si incrociano tre strade statali e una provinciale.

Pergusa

Pergusa è una frazione della città e dista mwwq10 km dal centro. Ha una popolazione residente assai ridotta (circa mille abitanti) ma è presente una sviluppata mwwgedilizia di villeggiatura e buona parte delle strutture ricettive e turistiche quali alberghi, bed and breakfast e agriturismi, molti dei quali affacciati sul lago, principale meta turistica della località. La mwwwRiserva Naturale Speciale Lago di Pergusa ingloba il piccolo abitato del villaggio e vanta una ricca mwxaavifauna che sverna, transita o risiede nell'area. La Riserva comprende il bacino del mwxqLago Pergusa, di mwxg1,8 km² e l'ampia area che lo circonda che comprende la Selva Pergusina, una pineta attrezzata, il giuncheto e altre aree di pregio naturalistico. La frazione dà il nome ad un circuito automobilistico, l'mwxwAutodromo di Pergusa, nel quale venne disputata l'unica edizione del mwyaGran Premio del Mediterraneo di mwyqFormula 1 il 27 agosto 1961.

Clima

Il clima di Enna è caratterizzato da inverni freddi e umidi ed estati calde, anche se meno calde rispetto a tutti gli altri capoluoghi siciliani, per via della sua altitudine. Frequentissima è la nebbia, presente per ben 140 giorni all'anno, che rende Enna il capoluogo più nebbioso d'Italia.

Il clima più mite ha reso Enna un buon rifugio dalle torride estati siciliane: l'imperatore mw1wFederico II di Svevia vi costruì l'mw2aomonima torre come residenza estiva.

Le medie si riferiscono al trentennio 1971-2000 per l'mw2gOrganizzazione Mondiale della Meteorologia:

| ENNA (1971-2000) | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| ENNA (1971-2000) | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 8,3 | 8,6 | 10,3 | 13,2 | 19,4 | 25,0 | 28,1 | 28,3 | 23,5 | 18,1 | 13,1 | 9,7 | 8,9 | 14,3 | 27,1 | 18,2 | 17,1 |
| T. min. media ( °C ) | 3,8 | 3,2 | 4,0 | 6,1 | 11,3 | 15,7 | 18,7 | 19,2 | 15,5 | 11,8 | 8,0 | 5,3 | 4,1 | 7,1 | 17,9 | 11,8 | 10,2 |
| T. max. assoluta ( °C ) | 18,0 (1991) | 19,4 (1998) | 22,0 (1996) | 24,6 (1998) | 30,4 (1994) | 39,0 (1998) | 41,0 (1988) | 39,8 (1999) | 33,0 (1988) | 29,8 (1991) | 23,0 (1999) | 21,2 (1989) | 21,2 | 30,4 | 41,0 | 33,0 | 41,0 |
| T. min. assoluta ( °C ) | −5,0 (1993) | −4,6 (1972) | −5,2 (1993) | −1,4 (1973) | 1,6 (1991) | 7,0 (1991) | 10,4 (1972) | 10,8 (1991) | 8,6 (1971) | 4,2 (1972) | −0,8 (1971) | −4,2 (1991) | −5,0 | −5,2 | 7,0 | −0,8 | −5,2 |
| Giorni di calura ( T max ≥ 30 °C ) | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 3 | 10 | 10 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 23 | 0 | 23 |
| Giorni di gelo ( T min ≤ 0 °C ) | 4 | 4 | 2 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 2 | 10 | 2 | 0 | 0 | 12 |
| Precipitazioni ( mm ) | 70,4 | 56,9 | 46,9 | 43,2 | 22,9 | 17,7 | 8,2 | 25,3 | 40,6 | 79,3 | 73,6 | 71,0 | 198,3 | 113,0 | 51,2 | 193,5 | 556,0 |
| Giorni di pioggia | 8 | 8 | 7 | 6 | 4 | 2 | 1 | 3 | 5 | 6 | 8 | 8 | 24 | 17 | 6 | 19 | 66 |
| Giorni di neve | 1 | 1 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 2 | 0 | 0 | 0 | 2 |
| Giorni di nebbia | 19 | 17 | 16 | 12 | 7 | 3 | 1 | 2 | 10 | 16 | 19 | 18 | 54 | 35 | 6 | 45 | 140 |
| Umidità relativa media (%) | 77 | 75 | 71 | 70 | 62 | 56 | 54 | 57 | 66 | 72 | 77 | 80 | 77,3 | 67,7 | 55,7 | 71,7 | 68,1 |

Particolari valori climatici

Si riferiscono al trentennio 1960-1990 secondo l'mw3gOrganizzazione Mondiale della Meteorologia.

| Mese | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Temperatura minima mai registrata (°C) | −5,8 | −5,0 | −5,0 | −1,4 | 0,6 | 6,8 | 10,4 | 11,4 | 8,4 | 3,2 | −1,0 | −4,0 | −5,8 |
| Temperatura massima mai registrata (°C) | 20,4 | 19,8 | 21,8 | 23,2 | 30,0 | 35,0 | 41,0 | 38,0 | 33,0 | 28,0 | 22,4 | 21,2 | 41,0 |

La temperatura minima registrata ad Enna dal secondo dopoguerra è di mwaq8−5,8 °C, nel gennaio 1962, valore sfiorato anche nei mesi di febbraio e marzo 1956 con mwara−5,4 °C. L'agosto 1958 fu il più freddo in assoluto, con una minima di mware10 °C. La massima è stata registrata nel luglio del 1988, quando il termometro toccò i mwari41 °C. In assoluto la temperatura più alta registrata in inverno è stata mwarm21,2 °C nel dicembre 1989. Per quanto riguarda le precipitazioni, l'agosto 1999 fu il mese più piovoso, con mwarq253 mm di pioggia caduta, mentre il mese più siccitoso fu il settembre del 1988, quando si ebbero precipitazioni quattro volte inferiori, pari cioè a mwaru58,8 mm.

Origini del nome

Il nome mwargEnna è stato introdotto nel 1927 con il processo di rinominazione fascista, che riprendeva ove possibile gli antichi nomi dell'età classica. Fino a quella data infatti il comune di Enna era chiamato in mwarksiciliano mwaroCastrugiuvanni, italianizzato in mwarsCastrogiovannicite-ref-nome-4-1[4].

L'origine del toponimo antico potrebbe derivare da un sostrato pregreco, sovente ipotizzato in uno mwasesicano o mwasisiculo. Quel che è certo è che in mwasmgreco antico l'insediamento era noto con il nome di Ἔννα (mwasqÉnna), successivamente latinizzato presso in mwasuHenna (o meno frequentemente mwasyHennae).

Durante la dominazione araba ha assunto invece la nominazione strategico-militare di "mwasgfortezza di Enna", cioè di mwaskqaṣr (قَصْر)cite-ref-16[16]. Il vecchio toponimo siciliano di mwas4Castrianni trarrebbe infatti origine nella locuzione mwas8Qasr Yānī o mwataQasryānnih, da intendersi quindi come un cambiamento fono-morfologico di mwate*qasr-ennacite-ref-17[17]cite-ref-18[18] A tal proposito anche mwatoLetojanni sembra condividere la medesima desinenza.

Dall'XI secolo fino appunto al 1927, attraverso le contaminazioni linguistiche degli altri popoli che hanno dominato nei secoli l'isola, si è dunque passati, con il tramite della latinizzazione effettuata dai mwatwNormanni, alla forma di mwat0Castrum Ioannes dalla quale sono poi scaturiti il siciliano mwat4Castrianni e l'italiano mwat8Castrogiovanni. Entrambe queste forme sono ancora oggi diffuse sotto forma di cognomi.

Storia

Enna ha origini incerte antecedenti all'influsso greco risalenti al XIV secolo a.C.: un mwauwvillaggio, una mwau0necropoli e un mwau4tempio risalenti al mwau8Neolitico sono stati rinvenuti sui colli attorno al Lago di Pergusa, ed in particolare sul colle detto di Cozzo Matrice. Diversi altri insediamenti nascono durante l'età del rame e poi del bronzo sulle colline che circondano l'altura ennese. Tra essi, in parte già indagati, i centri anonimi di Capodarso, Juculia, Contrada Rossi. Nell'XI secolo a.C. genti che possono essere identificate con il popolo mwavasicano, si stabilirono sull'altura. Da recenti ritrovamenti, il primo insediamento può porsi durante l'mwaveetà del rame lungo la vallata del Torcicoda, il torrente che scaturisce dai pendii meridionali della città, e che da sempre rappresenta la principale via di penetrazione verso l'altipiano.

Durante la dominazione greca la mwavmpolis certamente aveva già il toponimo mwavqHenna che parrebbe di origine preindoeuropea e che, nonostante diverse ipotesi, appare del tutto incomprensibile dal punto di vista etimologico. Era rinomata in tutta la Sicilia per il tempio e il culto di mwavuDemetra, la mwavyCerere dei romani. Nel 396 a.C. passò in mano ai mwavcSiracusani e nel 212 a.C. ai mwavgRomani. Durante la mwavkprima guerra servile 136-132 a.C. fu governata dallo schiavo siriano mwavoEuno che partendo da questa acropoli conquistò l'intera Sicilia orientale.

Dopo la dominazione romana, Henna diventò un fiorente centro mwavwbizantino dell'isola e successivamente mwav0arabo. Da questi ultimi fu rinominata mwav4Qaṣr Yānī poi, conquistata e riedificata dai Normanni, il nome arabo della città viene foneticamente latinizzato in 'Castrogiovanni'. Nella sollevazione antiangioina del Vespro siciliano, la città ebbe un grande ruolo e riuscì per qualche tempo a divenire libero comune con istituzioni repubblicane. Diventata l'isola aragonese, fu proprio uno degli sovrani aragonesi, mwav8Federico III di Sicilia, a fare di Enna, grazie alla sua posizione di città inespugnabile, un centro fiorente, sovente sede della corte, rinnovandone l'architettura con numerosi monumenti in stile gotico catalano, che caratterizzano il centro storico. Sotto la mwawamonarchia ispanica e in seguito dei mwaweBorbone, la città, che faceva parte del demanio della corona, ancora fiorente nel corso del XVI e XVII secolo, iniziò un lento declino anche per le frequenti carestie. Persa l'occasione di diventare sede di diocesi – fu preferita per la sua posizione geografica e altimetrica Piazza Armerina – con l'unità d'Italia la città riuscì ad inserirsi nel nascente mercato nazionale grazie alla ferrovia che attraversava il suo territorio e che garantiva accessibilità e sbocchi portuali alla produzione delle sue miniere di zolfo.

Nel 1927 il regime fascista costituì Castrogiovanni capoluogo di provincia, staccandolo dall'allora mwawmprovincia di Caltanissetta, preferendolo a Caltagirone e a mwawqPiazza Armerina, legate a mwawuSturzo e al mwawypartito popolare. Esaltandone antichi fasti legati al suo mitico passato classico - il mito di Proserpina innanzitutto - sul finire dello stesso anno ripristinò l'antico nome di Enna.cite-ref-nome-4-2[4]

Nel 2004 è diventata sede del quarto polo universitario siciliano.

Simboli

Lo stemma e il gonfalone sono stati riconosciuti con decreto del mwaxiPresidente del Consiglio dei Ministri del 18 gennaio 1945.cite-ref-19[19]

Stemma

«Di verde al Castello di tre torri merlate alla ghibellina, quella di mezzo cimata da tre spighe di frumento, il tutto d'oro. Lo scudo accollato all'aquila bicipite di nero con corona ducale che posa e abbraccia ambo le teste e col volo abbassato di nero, membrata d'oro, linguata di rosso. Motto:

Urbs Inespugnabilis Henna

. Il tutto in scudo sannitico di rosso.»

(Art. 8 c. 1 dello Statuto comunalecite-ref-stat-20-0[20])

Lo stemma civico venne ideato e creato da padre Giovanni dei Cappuccini quando la città era allora conosciuta con il nome di Castrogiovanni. Esso presenta un castello con tre torri (la prima rappresenta Castrogiovanni Città del Sole, ossia di luce e di Sapienza; la seconda Castrogiovanni, Città di Pace, e di Abbondanza; la terza Castrogiovanni intesa come Madre e legislatrice della Trinacria), dalla cui sommità escono delle spighe, su uno scudo che si trova al centro del petto di un’aquila bicipite coronata. La figura dell'aquila bicipite risale al periodo di Enrico VI e della moglie Costanza della Casa Reale di Svevia; presero spunto a quanto pare dai tarì siciliani che su un verso avevano tale simbolo, risalente all’epoca delle dominazioni bizantine. Successivamente il figlio, Federico II applicò diverse varianti tra cui un'aquila nera su sfondo oro, un'aquila monocefala nera su sfondo argento e infine ciò che è l’attuale aquila bicipite nera su fondo oro.

Gonfalone

«Drappo di colore verde riccamente ornato di ricami d'oro, caricato dello stemma sopra descritto, con l'iscrizione centrata in oro: CITTÀ DI ENNA. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto verde con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma della Città e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali, frangiati d'oro.»

(Art. 8 c. 2 dello Statuto comunalecite-ref-stat-20-1[20])

Monumenti e luoghi d'interesse

Grazie alla sua lunga storia Enna può vantare un notevole patrimonio monumentale. La maggior parte dei luoghi d'interesse sorge lungo l'asse della mwaywvia Roma che percorre tutto il centro storico della città; l'itinerario parte da piazza Neglia, dove sorge la chiesa di san Tommaso e, passando per le cinque piazze più grandi, termina al mway0castello di Lombardia, il monumento più importante.

Architetture civili

Palazzo Varisano

Palazzo Varisano sorge in piazza Mazzini, a ridosso della chiesa di San Michele; l'edificio è del XVIII secolo, costruito sui resti di una struttura cinquecentesca che lascia ancora traccia di sé nei locali dei piani terreni. Ospita le sale del Museo Archeologico Regionale che espone nelle sue sale pregevoli manufatti archeologici connessi alle antiche società che animarono le contrade del territorio ennese. Il palazzo è appartenuto nel corso dei secoli alle famiglie nobili dei Leto di Capodarso, dei Petroso e dei Varisano, da cui ha preso il nome; negli anni 1970 è stato acquistato dalla mwazcRegione Siciliana e poi ceduto al comune di Enna. La struttura viene ricordata nelle cronache storiche poiché il 13 agosto 1862, Giuseppe Garibaldi, vi avrebbe pronunciato il celebre discorso terminato con la frase mwazgo Roma o morte.

Palazzo Pollicarini

Palazzo fortificato in stile mwaz0gotico-catalano, la cui costruzione è riconducibile ai primi del XVI secolo, si affaccia sulla piazza Napoleone Colajanni. È stato dimora, nei secoli, di numerose famiglie notabili quali i Falanga, i Petroso e i Notarbartolo. È organizzato su più livelli; al piano nobile si trovano i locali di rappresentanza e dimora (tra cui la sala Magna) e al piano terra i locali dei servizi; il locale sottotetto era dedicato alla servitù. mwaz4Cornici, arabeschi e stemmi caratterizzano la struttura; in particolare la cornice che divide il piano terra dal nobile è dotata di tre finestre ornate da pizzi in pietra.

Architetture militari

Castello di Lombardia

Il castello di Lombardia sorge sul terreno in cui, nel V secolo a.C., sussisteva un mwaaqsantuario dedicato a mwaauCerere. Sostituito da un mwaaymwaaccastrum sotto i bizantini, in epoca mwaagnormanna si trasformò in castello. Il nome deriva dai fanti mwaaklombardi che lo occuparono al seguito della regina mwaaoAdelaide del Monferrato, moglie di mwaasRuggero I di Sicilia.

Delle 20 torri iniziali, la mwaa0Torre Pisana è la meglio conservata. In passato sono stati rinvenuti oggetti e resti di varia epoca; dal 2000 al 2002 sono stati eseguiti scavi archeologici.

La posizione del castello offre un panorama vastissimo, che spazia dalle mwabeMadonie all'mwabiEtna, sono visibili il mwabmlago di Pergusa e due i bacini artificiali (Nicoletti e Morello), e buona parte della Sicilia centro-orientale. Un tempo era sede, in estate, di concerti e spettacoli teatrali, presso il vasto recinto di San Nicola o degli Armati che poteva ospitare fino a 5000 persone.

Non lontano dal castello sorge la mwabcRocca di Cerere costruita in direzione del sole nascente; sin dal primo insediamento del XIV secolo a.C. fu un luogo di culto e divenne parte integrante del vicino santuario: si intravede ancora l'ara sacrificale utilizzata per oltre mille anni, da Sicani, Greci e Romani, per il culto della dea delle messi, mwabgDemetra o mwabkCerere. L'area è lo sperone orientale di Enna.

Torre ottagonale, detta di Federico II

La torre, di forma ottagonale, compare nei registri del catasto urbano di Castrogiovanni, conservati presso l'Archivio di Stato di Enna, sempre con il nome di "Torre di Alcontres". A decretare la paternità di Federico II di Svevia, che l'avrebbe fatta edificare nella prima metà del XIII secolo, fu Giuseppe Agnello nel 1935, seppur in mancanza di fonti documentarie che comprovassero tale ipotesi. Invero, è più probabile l'ipotesi secondo cui a ristrutturare la Torre ottagonale di Enna fosse stato Federico III d'Aragona, terzogenito di Pietro III d'Aragona, incoronato "re di Sicilia" nel 1296. Ma la fondazione della torre, in mancanza di opportune indagini archeologiche, potrebbe risalire ad un'epoca assai più remota. La torre sorge in cima a una collinetta alberata, sede dell'omonima Villa Comunale. Dalla sua sommità lo sguardo spazia su tutta la città alta e sulle valli sottostanti, fino all'orizzonte.

Porta di Janniscuru

La porta di Janniscuru è l'unica rimasta delle 6 antiche porte di accesso alla città edificata nel periodo arabo-normanno, poste lungo le mura di cinta (che in più epoche furono erette) attorno allmwaci'mwacmurbs inexpugnabilis e di cui rimane lieve traccia sulle pendici del monte. Le altre porte caddero in rovina o furono abbattute quando Enna fu eretta mwacqcapoluogo di provincia per ampliare le strade di accesso alla città.

La porta di Janniscuru si trova nel quartiere di Fundrisi, fuori dal circuito turistico ordinario del capoluogo. Si presenta massiccia e con un mwacyarco a tutto sesto ed è circondata dalle grotte con necropoli che si arroccano sul monte.

Architetture religiose

La città è ricca di chiese e conventi ereditati dal suo lungo passato di dominazione mwacsspagnola e mwacwborbonica le cui tracce sono evidenti nell'mwac0architettura urbana di alcuni dei mwac4monumenti più significativi dal punto di vista religioso. Nel XVIII secolo, l'allora Castrogiovanni possedeva 133 chiese, all'incirca una per ogni centinaio di abitanti, di cui 400 erano preti; ne sopravvivono più di 35.

Duomo

Il mwadkduomo di Enna è un esempio di architettura ecclesiastica medievale: costruito nel XIV secolo e profondamente rinnovato circa due secoli dopo, presenta imponenti colonnati mwadocorinzi, tre mwadsnavate e tre mwadwabsidi. La mwad0facciata è maestosa, con torre campanaria la cui mwad4campana è di notevole mole. All'interno pregiate tele e lampadari. Tra le opere custodite, affreschi di mwad8Guglielmo Borremans. Il duomo è il punto culminante delle celebrazioni della mwaeaSettimana Santa di Enna.

Santuario di Papardura

Il santuario di Papardura Superiore è una chiesa arroccata su un'area rocciosa ricca di grotte, alcune visitabili. Presenta un prospetto esterno austero, con mwaemrosone, ma all'interno la sua ricchezza decorativa è una notevole espressione del mwaeqbarocco della mwaeuSicilia centrale. Vi sono concentrati, un soffitto ligneo intarsiato, dodici statue degli mwaeyApostoli, numerose tele e affreschi di Borremans, mwaecpittore fiammingo, e stucchi del XVII secolo della scuola di mwaegGiacomo Serpotta.

Chiesa dello Spirito Santo

La chiesa dello Spirito Santo è parte di un antico complesso bizantino, dapprima restaurato nel 1320 ad opera dei frati Minori Conventuali dell'Ordine di San Francesco che vi risiedettero fino al 1393, quando si videro affidati i locali dei palazzi confiscati ai signori Andrea Chiaramonte e Scaloro degli Uberti, poi diventati chiesa e convento di San Francesco d'Assisi.

Essa è sempre stata annessa alla parrocchia di San Bartolomeo Apostolo nonostante agli inizi del Novecento fosse ancora in mani private. È stata riaperta al culto nel 2009 in seguito all'intervento del comune di Enna e della Venerabile Confraternita dello Spirito Santo, della quale è sede. Su una roccia vicino alla chiesa si trova un campanile a vela, mentre nella parte posteriore era posta anticamente una torre di avvistamento, data la posizione strategica per la difesa della città, sovrastante la vicina mwaewPorta di Janniscuru. La struttura fu parzialmente adattata dai frati minori per le esigenze del convento, costituendo probabilmente anche un refettorio, mentre le celle-dormitori vennero scavate nelle grotte accanto alla chiesa.

Entrando, a sinistra, si trova la cappella dello Spirito Santo, con l'effigie della Trinità portata in processione in diverse occasioni dalla confraternita. La cappella di destra accoglie una statua di Maria Addolorata mentre nella cappella del corridoio laterale destro è stata posta nel 2011 una statua raffigurante il "Cristo alla colonna". L'interno presenta una conformazione simile a quella della mwae4Santa Casa di Loreto, con una finestrella che volge lo sguardo verso l'altare maggiore, dove è collocata la Vergine Nera di Loreto.

La chiesa venne affidata ai francescani per volontà della regina Eleonora che aveva portato in dote agli Aragona l'assegnazione riconosciuta della Sicilia, molti gioielli e doni. Il fratello di Eleonora Filippo aveva ottenuto come dote nuziale la Santa Casa e la tradizione vuole che il focolare presente nella chiesa di Santo spirito sia l'originale preso dalla Santa Casacite-ref-21[21]. Vi si festeggiano il Triduo e la Solennità della Pentecoste e quella di Maria Santissima Assunta il 15 agosto.

Chiesa di San Leonardo Abate

La chiesa di San Leonardo Abate, conosciuta come "A Chisa 'a Passioni" risale al 1400 come si rileva dagli atti. L'interno ad unica navata è molto semplice ed è costituito da un altare maggiore e da quattro nicchie laterali; in esse si trovano i simulacri dei Santi Cosma e Damiano, della Madonna del Giglio, di San Leonardo Abate e della vergine di Fatima. Nella più importante è contenuto il simulacro dellmwafy'mwafcEcce homo, fulcro essenziale per la settimana Santa; in tale periodo è meta di pellegrinaggio. Un campanile medievale sovrasta la struttura. Vi si celebrano le festività dellmwafg'mwafkEcce Homo (Domenica delle Palme) e la festa della Madonna di Fatima (13 maggio).

Rocca di Cerere

La Rocca di Cerere è uno dei luoghi più famosi e rappresentativi di Enna, esso lega la città all'antico culto di mwafwCerere particolarmente presente nella zona essendo l'ennese il luogo in cui avvenne il rapimento di mwaf0Persefone da parte del dio mwaf4Ade. Il luogo oltre ad essere particolarmente suggestivo per il panorama è ricco di ambienti rupestri e ipogei di varie età.

Villa romana di contrada Geraci

La mwagmvilla romana di contrada Geraci è una mwagqvilla romana situata nei pressi della strada provinciale 78 al bivio Rastello-Ramata, nella tenuta Fontanazza. L'elaborata villa faceva parte di una ricca tenuta di 3,5 ettari, uno dei tanti mwagumwagylatifondi storicamente segnalati, ma raramente scavati sull'isolacite-ref-villaromanadelcasale-22-0[22]cite-ref-23[23]cite-ref-24[24]cite-ref-25[25].

Geografia antropica

Urbanistica

Evoluzione architettonica e urbana

Poco o nulla si sa della struttura urbana originaria datale dai mwah8Sicani che si arroccarono sulla montagna fuggendo dai mwaiaSiculi che incalzavano da mwaiesud; il primo nucleo del mwaiiCastello di Lombardia fu probabilmente eretto in questa epoca.

Sempre in questo periodo sulla Rocca di Cerere venne eretto il prestigioso Tempio dedicato alla dea delle messi; del pregevole edificio marmoreo parlò mwaiqCicerone notando che custodiva 4 preziose statue trafugate dal pretore mwaiuVerre nel 77 d.C. Una scalinata ancora attraversabile conduce ai resti dell'mwaiyara sacrificale. Il grande sviluppo che mwaicHenna conobbe con i mwaigGreci è corrisposto a uno sviluppo urbano-architettonico di cui rimane scarsa traccia, giacché i mwaikRomani, per prendere Henna (che definirono mwaioUrbs Inexpugnabilis) operarono stragi, incendi e devastazioni. Ancora visibili sono le antichissime mura di cinta su alcuni costoni del monte.

Poche tracce rimangono dell'mwaiwAlto Medioevo mentre dopo l'anno mille, nel pieno della dominazione mwai0araba, si costruì una mwai4moschea su quella che è la chiesa di mwai8San Michele, innanzi al duomo e si verificò un boom edilizio. Con i mwajaNormanni, e in seguito, Castrogiovanni si configurò come cittadina medievale, con duomo gotico, numerose e belle torri di difesa, casupole in pietra, viuzze strette e tortuose, un gigantesco castello, la torre di Federico e alcune chiese. Le epoche rinascimentale e barocca, tra XVI e XVIII secolo, mutarono profondamente il volto della città: numerose, magnifiche chiese barocche vennero innalzate e le antiche torri di difesa vennero trasformate in campanili. Il castello cadde in rovina mentre fioriva l'architettura religiosa.

In tale periodo vennero costruiti palazzi baronali e monastici (barocchi) e la città si espanse in tutto il versante centrale e orientale dell'altipiano mentre in quello occidentale, più aspro e climaticamente rigido, vennero confinati i contadini deportati dal feudo di Fundrisi. Intanto, nascevano, nel XVIII secolo, le 7 porte per l'accesso alla città. Nel XIX secolo molte torri, chiese, monumenti, porte e lo stesso castello caddero in rovina e alcuni scomparvero a causa dell'asportazione delle loro pietre per costruire case ovunque ci fosse posto: tutto l'altipiano fu edificato. Tra gli edifici più pregevoli di quel periodo, figura il Palazzo dei Benedettini, monastero barocco che contiene elementi gotici. Il monastero, caduto in disuso, è stato oggetto di un finanziamento iniziale di 2,7 milioni di euro per consentirne il restauro e ospitare la sede del rettorato dell'mwajyUniversità di Ennacite-ref-26[26].

Dopo il 1927, con l'erezione a capoluogo di provincia e l'insediamento di uffici e dipartimenti, anche in vista della visita di Re mwajwVittorio Emanuele III e di mwaj0Benito Mussolini, interi quartieri vennero rasi al suolo per far posto a strade diritte e ampie, a piazze e a nuovi palazzi. Enna perse la sua immagine di borgo medievale, che conserva solo in alcuni rioni. L'area del mwaj4Monte (versante ovest) venne in gran parte stravolta da costruzioni e condomini mentre nasceva il nucleo originale di Enna Bassa e Pergusa.

Aree naturali

Ad Enna alta sono presenti tre ville con verde: la villa di Torre di Federico ospitante la sveva torre ottagonale, la villa Pisciotto che prende nome dalla porta antica che ivi costituiva l'accesso alla città e un ampio atrio verde all'interno del Castello di Lombardia.

Enna Bassa ha un impianto urbano molto più arioso e i complessi condominiali sono separati da aree verdi.

A mwakc5 km da Enna è sita la mwakgRiserva naturale speciale Lago di Pergusa con la Selva Pergusina (area forestale) e l'unico lago naturale della Sicilia interna, dal quale transita la maggior parte dell'avifauna migratoria isolanacite-ref-27[27].

Società

Evoluzione demografica

(Istat luglio 2009) Abitanti censiticite-ref-28[28]

L'evoluzione demografica registrata a partire dal 1861 e per quasi un ventennio denota il dato di circa mwalk14 000 abitanti. In seguito all'incremento dell'attività mineraria dello mwalozolfo divenne pressoché doppia al 1901.

La tendenza positiva culminò nei mwalw31879 ab. del 1921 ma il primo decennio fascista segnò un decisivo crollo che ricondusse la popolazione alla soglia dei mwal022000 ab. L'erezione a capoluogo di provincia nel 1926 riportò il trend positivo e nel secondo dopoguerra tornò ai livelli precedenti al fascismo, stabilizzandosi.

Dagli anni 1970 agli anni 1980, un lieve calo della popolazione conseguì a un impoverimento dell'economia, con la chiusura delle miniere di mwal8zolfo e di vari uffici, finché nel decennio successivo non si ebbe una nuova crescita, anche da associarsi all'espansione di mwamaEnna Bassa e dell'mwameuniversità, grazie alla quale nel 2001 è stato registrato il picco storico del numero di residenti, dopo quello del 1921. Dal 2007 si verifica una flessione della popolazione residente attestandosi intorno mwami27900 abitanti

Il comune di Enna ha una densità di popolazione molto inferiore alla media nazionale e regionale, circa la metà. Al 2006, il dato era di mwamq78,94 ab./km², superiore tuttavia a quello provinciale di mwamu55,63 ab./km²cite-ref-29[29]. La tendenza generale degli ultimi anni è un lievissimo decremento demografico a mwamoEnna alta (che dai mwams16662 ab. del 2001 è passata ai mwamw16543 ab. del 2006) e uno assai più accentuato nelle contrade extraurbane (mwam02212 ab. nel 2001, dimezzatisi nel giro di 5 anni fino a quota mwam41208 ab.), a favore di Enna Bassa che gode al contrario di un aumento della popolazione residente, anch'esso però a livelli trascurabili (mwam89556 ab. nel 2001, mwana9691 nel 2006) e del mwaneVillaggio Pergusa (dove i mwani1449 abitanti del 2001 sono passati a mwanm1604 nel 2006).

Dei mwanu27000 abitanti, la quasi totalità si concentra in una ristretta area urbana comprendente Enna alta, Enna Bassa e il Villaggio Pergusa. Nelle contrade, invece, risiede il 3% circa della popolazione: da ciò si evince che a dispetto di un'area relativamente poco estesa dove risiede il 97% degli abitanti, la minima parte restante si distribuisce su un territorio assai vasto, e pertanto quasi disabitato.

Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2023 gli stranieri residenti nel comune erano 739, ovvero il 2,92% della popolazione.cite-ref-30[30] Di seguito sono riportati i gruppi più consistenticite-ref-31[31]:

• mwaoiRomania, 238
• mwaoqMarocco, 181
• mwaoyFilippine, 73
• mwaogCina 42
• mwaooTunisia 35

Tradizioni e folclore

Principali eventi fissi


La patrona di Enna è Maria della Visitazione, festeggiata il 2 luglio: in tale ricorrenza i membri scalzi della omonima confraternita portano, a spalla, la nave d'oro con la statua della Madonna per le vie della città sino ad arrivare alla Chiesa Francescana di Montesalvo dove sosterà per due settimane. La statua della Madonna è adornata con gioielli d'oro offerti da persone devote nell'arco di secoli. Altro appuntamento è l'ultima domenica di agosto con la festa della Madonna di Valverde.


I festeggiamenti della Settimana Santa di Enna hanno come culmine la solenne processione del Venerdì Santo, durante la quale migliaia di confratelli incappucciati percorrono le vie della città.

• Festeggiamenti del mwap8Signuruzzu du Lacu (Signore del Lago) sul mwaqaLago Pergusa:

La festa si svolge durante la prima settimana di maggio e ha il suo culmine la prima domenica, con la benedizione delle acque del Lago. Seguono i giochi pirotecnici e uno spettacolo di musica leggera o teatrale.

• Festa del Beato mwaqqGirolamo De Angelis sacerdote ennese e compatrono della città:

I festeggiamenti iniziano la penultima domenica di novembre e culminano il 4 e 5 dicembre, con processione e giochi pirotecnici.

• Festa della Madonna di Valverde:

La festa della Madonna di Valverde ha origini molto antiche (1300 circa). La Vergine di Valverde fu la prima patrona del popolo Ennese, sino al 1412, anno dell'arrivo del simulacro della Madonna della visitazione in città, patrona della città. La festa ha il suo clou l'ultima domenica di agosto tra processione, luminarie, fuochi pirotecnici e concerti.

• Festa della Madonna dei carusi:

Quella della Madonna dei carusi è una delle feste più sentite dal popolo ennese. La festa venne istituita per onorare i giovani operai delle miniere e metterli sotto la protezione di Maria. La festa culmina la prima domenica di settembre, con la processione, i giochi pirotecnici e una kermesse musicale: il festival canoro dei bimbi, in piazza Sant'Agostino, tra il sabato e la domenica della festa.

• Festa del SS. Crocifisso di Papardura:

Nel santuario arroccato di Papardura si svolge il 13 e il 14 settembre una delle feste più antiche della città, con la degustazione delle "Cudduredde", la benedizione con una reliquia della Santa Croce, e coincide con la tradizionale fiera di settembre in piazza Europa.

• Festa dell'Immacolata:

Processione del Simulacro della Vergine sino al carcere, saluto dei detenuti, ritorno e giochi pirotecnici al Belvedere Marconi.

• Settimana Federiciana che si divide in due tempi: a maggio per quanto concerne le attività culturali e il conferimento del premio internazionale Federico II, a luglio invece per i cortei di rievocazione storica dell'ingresso di Federico II che si svolge nella zona Spirito Santo. La prima domenica successiva alla festa patronale del 2 luglio si svolge il "Gran corteo storico federiciano" che raggruppa gruppi storici di tutta la Sicilia e che si snoda fra il Castello di Lombardia e la torre di Federico attraversando tutto il centro storico.
• Altro

• Torneo Internazionale della Musica (TIM), semifinali e finali dal 2007.
• Stagione motoristica dell'mwarwAutodromo di Pergusa.

Cultura

Dal 2022 la città fa parte del progetto del mwar8mwasaPrimo parco mondiale dello stile di vita mediterraneo insieme ad altre 103 città del centro Sicilia.cite-ref-citt-di-caltanissetta-32-0[32]

Istruzione

Università

L'mwasgUniversità Kore di Enna è la più giovane fra le università siciliane; fondata nel 2005 è l'unico istituto universitario fondato in Sicilia dopo l'mwaskUnità d'Italia; gli studenti iscritti sono circa mwaso4052. Oltre alla Kore, è presente il Fondo Proserpina, che effettua da remoto alcuni corsi per conto dell'università mwassromena mwaswDunărea de Jos di mwas0Galați.

Musei

• Il Museo Alessi è situato in locali in stile mwatkgotico-mwatocatalano, traccia dell'impianto trecentesco originario del Duomo; il progetto di allestimento è stato redatto dall'architetto Andrea Nonis. Il museo espone alcune collezioni di una certa ricchezza, tra cui si segnalano la sezione mwatsnumismatica, con mwatw4000 monete greco-romane, alcune collezioni appartenute a famiglie nobili e il Tesoro della Chiesa Madre, che custodisce un vasto ventaglio di pezzi d'mwat0oreficeria siciliana, come la Corona della Madonna in oro tempestato di diamanti di Leonardo e Michele Montalbano.
• Il Museo Archeologico Regionale di Enna, fondato negli anni 1980, conserva numerosi reperti rinvenuti in diversi siti archeologici della Sicilia interna, tra cui alcuni noti in ambito internazionale, come la città indigena ellenizzata di mwat8Morgantina o la mwauaVilla Romana del Casale di mwauePiazza Armerina.
• Il mwaumMuseo Musical Art 3M raccoglie "opere musicali" esponendo virtualmente i quadri di artisti siciliani o che hanno operato in Sicilia dal XV al XX secolo. Vi sono inoltre mostre fotografiche temporanee ed è sede di iniziative culturali riguardanti arte e tradizioni locali e non.
• Il Museo del Mitocite-ref-33[33]

Cinema

Alcuni dei film girati ad Enna:

• mwau0mwau4Tre giorni d'anarchia (2003), di Vito Zagarrio.
• mwavamwaveRosso Malpelo (2007), di Pasquale Scimeca.
• mwavmmwavqLa bella società (2009), di Gian Paolo Cugno.
• mwavyOblivous Dream (2011), Cortometraggio di Mark Kernel.

Cucina

Sono tipici dell'ennese alcuni prodotti mwavogastronomici di notevole diffusione. Tra questi:

• Il Pan del Dittaino, che si fregia del marchio comunitario mwav0DOP.
• Il mwav8piacentino ennese, particolare qualità di formaggio caratterizzata dall'aggiunta di mwawazafferano che gli conferisce gusto e colorazione inconfondibili.
• La mwawicassatella di Agira, dolce di pasta di frolla a mezzaluna ripieno di un impasto di cacao, mandorla tritata, scorza di limone ed altri ingredienti.
• I vucciddati, dolci di pasta frolla simili alla mwawqcassatella di Agira il cui ripieno può essere di fichi secchi, mandorla o marmellata.

Economia

L'economia di Enna è stata nei secoli incentrata nella produzione agricola. A partire dal XVIII secolo ha sviluppata l'mwawsestrazione dello zolfo. A mwawwPasquasia è stata per secoli praticata l'estrazione dei sali potassici. L'attività mineraria è andata decadendo lungo tutto il XX secolo e verso la fine dello stesso è stata definitivamente chiusa. Una debole attività turistica è sostenuta dalla presenza delle varie aree di interesse archeologico mentre alcune attività commerciali e artigianali si sono insediate nell'area industriale del mwaw0fiume Dittaino.cite-ref-aci-34-0[34] Enna ha dichiarato nel 2010 un mwaxiPIL di 16.260 euro pro capite, piazzandosi tra le province più povere.

Turismo

Il turismo di permanenza breve o media si concentra prevalentemente in estate o durante la mwaxkSettimana Santa di Enna.

Industria

Infrastrutture e trasporti

Enna, situata al centro dell'isola e in posizione elevata, è accessibile soltanto mediante il trasporto su gomma. Sono numerose le autolinee attive tra Enna e le principali città della Sicilia, in gran parte gestite da due tra le maggiori compagnie siciliane d'autotrasporti, aventi sede ad Enna, la mwayiSAIS Autolinee e la Interbus. Queste forniscono anche collegamenti con il resto d'Italia e con alcuni paesi d'Europa. Enna è raggiungibile dall'mwaymautostrada A19 mwayqPalermo-mwayuCatania (E932), mediante lo svincolo omonimo in mwayyviadotto, tra i più lunghi della Sicilia. Per raggiungere le due parti, alta e bassa, della città, si deve imboccare la mwaycstrada statale 117 bis Centrale Sicula.

Il territorio di Enna è attraversato dalla strada statale 117 bis e dalla statale 122, che la collegano a mwaykCaltanissetta, dalla mwayostrada statale 121 Catanese, che la collega da un lato a mwaysPalermo e dall'altro lato a mwaywNicosia ed a mway0Santo Stefano di Camastra, tramite poi la SS 117 Centrale Sicula), dalla mway4strada statale 192 della Valle del Dittaino, che la collega a mway8Catania, dalla mwazastrada statale 561 Pergusina, che la collega a mwazePiazza Armerina e a mwaziGela e dalla strada statale 290 di Alimena che la collega a mwazmCalascibetta, mwazqAlimena e alle Petralie (mwazuPetralia Soprana e mwazyPetralia Sottana). La strada provinciale 1 assicura gran parte del traffico tra Enna alta ed Enna bassa. Enna è costeggiata a quota più bassa dalla mwazclinea ferroviaria Catania-Palermo, che la collega anche a Caltanissetta e mwazgAgrigento. La mwazkstazione si trova mwazo5 km a valle del centro storico, ma il movimento delle merci avviene principalmente a mwazsDittaino.

Sei linee di autotrasporto pubblico urbano sono attive ad Enna, gestite dalla SAIS. Di queste, una percorre le vie del centro, mentre le altre collegano quest'ultimo ad mwaz0Enna Bassa e al mwaz4Villaggio Pergusa.

Nel 2007 il territorio provinciale disponeva anche di un mwa0aidroscalo, situato a mwa0eLeonforte nel mwa0ilago Nicoletti. L'infrastruttura tuttavia da tempo non è più operativa.

Amministrazione

Gemellaggi

Todi, dal 2020cite-ref-35[35]
Kastoria, dal 2006cite-ref-gemell-36-0[36]
• mwa1yGharbcite-ref-gemell-36-1[36]
Costa del Solcite-ref-gemell-36-2[36] Costa del Sol non è un comune, né un ente
• mwa2qHaz-Zebbugcite-ref-37[37]

Sport

Impianti sportivi

La città possiede alcuni impianti sportivi; a Pergusa ha sede un circuito automobilistico (mwa3aAutodromo di Pergusa). Nel 1997 ha ospitato il mwa3eFerrari Day con la partecipazione di mwa3iMichael Schumacher ed altri campionicite-ref-38[38].

Pergusa ospita anche tre piscine scoperte comunali, un campo di calcio e vari di calcetto. A Enna Bassa è sita la piscina comunale coperta, la pista di mwa3gAtletica leggera, mwa3kcorsa e mwa3ociclismo intitolata a Tino Pregadio e il Palazzetto dello Sport. Campi di mwa3stennis, mwa3wpallavolo, mwa30bowling, bocciodromi e altre strutture sportive si trovano ad Enna alta, sede tra l'altro dello mwa34stadio Generale Gaeta.

Società sportive

La principale squadra di Enna è l'mwa4eEnna Calcio SCSD, che ha all'attivo due partecipazioni alla mwa4iSerie C. Milita in mwa4mSerie D e gioca le partite interne allo stadio Generale Gaeta. Altra società calcistica presente in città e nata precisamente a Pergusa nel luglio 1981 è l'A.P.D. Lagoreal 1981, con trascorsi nel calcio dilettantistico e giovanile.

La città vanta una squadra di rugby, l'Unione Rugby Enna, fondata nel 2022 dopo un periodo di inattività durato cinque anni, successivo allo scioglimento delle due precedenti società: le Aquile Enna, che militavano in Serie C1, e l'Amatori Enna, attiva nel Campionato di Serie C2. Attualmente, la squadra partecipa esclusivamente con formazioni giovanili, promuovendo il rugby nelle scuole medie e superiori.

Un team sportivo cittadino in mwa4gcategoria maggiore è la squadra di mwa4kpallamano maschile mwa4oHaenna. Fino all'estate del 2006 in Serie A era presente la squadra di pallamano femminile, la mwa4sDe Gasperi Enna, che ha vinto lo scudetto nel 1999 e nel 2002 e due, Coppa Italia, nel 1998 e nel 2000; in seguito la squadra è fallita dedicandosi solamente al settore giovanile.

Enna vanta una tradizione nell'ambito della disciplina olimpica del Tennistavolo. L'attività nasce come passatempo oratoriale su impulso dei Frati del Convento di S. Giuseppe che fondano prima la Folgore e poi il Gruppo Sportivo Ausonia (1971). Proprio l'Ausonia, dopo una serie di promozioni consecutive, ha militato all'inizio del 2000 nel Campionato a Squadre Maschili di serie A2, partecipando ai playoff per la promozione in A1. Dopo vent'anni una "Ausonia" rifondata ha partecipato al Campionato di A2, sia in campo maschile che femminile. Negli anni tra il 2020 e il 2023 alcuni atleti di Ausonia e di Eos (altra giovane società ennese) hanno conseguito titoli italiani individuali in ambito giovanile.

Nella stagione sportiva 2025/2026 l'A.S.D. Tennistavolo Ausonia Enna parteciperà al Campionato Nazionale a Squadre Maschili di Serie A2 e al Campionato Nazionale a Squadre Femminili di Serie A2.

Note

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Bibliografia

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Voci correlate

• mwbquEnna Alta
• mwbqcEnna Bassa
• mwbqsMonti Erei
• mwbq8Proserpina

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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.enna.it.
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• mwbroArchivio di Stato di Enna, su asenna.beniculturali.it.
• mwbrwUniversità Kore di Enna, su unikore.it.
• mwbr4Il Campanile, su ilcampanileenna.it.